Sonnino caput mundi

Adesso tu, dall’alto della tua intelligenza superiore, della tua conoscenza del greco e del latino, della tua padronanza perfetta della lingua italiana, russa e inglese. Tu che sai tutto, che non ti sfugge niente di nessun argomento. Tu che ami mostrare quanto sei superiore agli altri. Si, tu, proprio tu. Mi devi spiegare perché non riesci a parlare in un italiano decente ma continui a parlare con l’accento sonninese…

Coraggio

Ho visto un ragazzo su Facebook,
Ha grandi occhi marroni, 
o almeno suppongo ce li abbia.
Ha una sola foto,
sta guardando a terra,
chissà perché poi.
Ha i dilatatori alle orecchie,
come me.
Potremmo essere una copia perfetta,
l’unico problema è che non vive qui,
San Paolo per quanto possa essere vicina è comunque lontana.
Io il primo passo l’ho fatto,
l’ho aggiunto,
e gli ho scritto.
"Oi :)" gli ho scritto.
Chissà se risponderà.
Io il coraggio per scrivergli ce l’ho avuto,
adesso sta a lui trovare quello per rispondermi.

Grazie Doctor Who (o meglio, Steven Moffat)

Domenica è andata in onda la quarta puntata dell’ottava stagione del Doctor Who, e mi ha uccisa. Tutto comincia con un discorso del dottore, un monologo, uno dei suoi, ci siamo abituati ormai, ma questo è diverso, questo ti lascia il segno, ti lascia quel pizzico di ansia che non ti togli più per tutto il resto della puntata. Ti fa risalire la paura più nascosta che hai, ma anche la più normale, la paura del buio, la paura di non essere mai da solo, la paura che ci sia sempre qualcuno, qualcosa che ti segue ovunque e che tu non vuoi, non devi vedere, perché loro non vogliono essere visti. Io ho sempre avuto paura del buio, continuo ad averne ancora adesso a 20 anni, è in me, non posso farci niente, posso solo fare finta che non ci sia, posso provare a nasconderla per cercare di convincermi che sono cresciuta e che non c’è niente sotto il letto o nell’armadio. Ma è veramente così? Sono solo mie fantasie o sono veramente seguita da qualcosa? Questo il dottore non me lo dice, neanche lui lo sa, ma mi dice che devo convivere con la paura, non devo nasconderla, perché la paura è un super potere. Grazie a lei posso correre più velocemente, riesco a pensare più velocemente, i miei riflessi sono più attivi. Grazie alla paura sono più viva di quanto non lo sia mai stata. Quindi, mostro che ti nascondi sempre dietro di me, fatti avanti, perché io ho paura di te, e per questo tu dovresti avere paura di me.

First there is desire, then passion, then suspicioun, jealousy, anger, betrayal. Where love is for the highest bidder, there can be no trust, without trust there is no love. Jealousy, yes, jealousy, will drive you mad.
El Tango De Roxanne-Moulin Rouge

Se Carlotta non va in Brasile, il Brasile va da Carlotta

Non stupirti se un giorno un colibrì dovesse entrare dalla porta di casa tua, darti un bacio e andarsene. Sono stata io che ho mandato il bacio per uccidere il mio desiderio, è un sacco che non ti vedo. Ah, quanto mi manchi…
Se un giorno dovessi ricordarti, scrivimi una lettera, portala subito all’ufficio postale, con frasi che dicono così: è un sacco che non ti vedo, voglio uccidere il mio desiderio, ti mando una montagna di baci. Ah, quanto mi manchi…
E se vuoi ricordarti di quel nostro amore, quando io dovevo viaggiare tu iniziavi a piangere, e piangevi per strada, ma cosa posso fare? Lavorare è il mio destino, ma a me piaci solamente tu!